Mettersi in gioco

Pier Aldo Rovatti

Mettersi in gioco

venerdì 27 maggio 2016, ore 17.30
piazza del Duomo
 - ingresso gratuito

Cosa vuol dire “mettersi in gioco”, oggi, in una scena sociale caratterizzata dall’idea o dall’ideologia della competizione? Pier Aldo Rovatti prova a rintracciare l’aspetto positivo della questione, al di là degli equivoci che solleva. Il gioco non è riducibile alla competizione, anzi potrebbe essere una contromanovra rispetto a questo imperativo sociale: non c’è gioco senza il piacere di giocare, senza la capacità di far fronte al caso, e saper giocare significa anche attraversare il rischio e la perdita. In un senso più specificamente filosofico, il gioco dovrebbe essere un’esperienza di attenuazione dell’egoismo individualistico e della pretesa di possedere la verità, poiché non c’è vero gioco che non sia anche un saper essere giocati, una capacità di mettere in gioco la propria soggettività. L’esempio, tra i molti possibili, è quello dell’assenza del gioco nelle pratiche dell’insegnare e dell’imparare che prevalgono attualmente nella scuola italiana.

Pier Aldo Rovatti, già ordinario di Filosofia contemporanea all’Università di Trieste, dirige fin dagli anni Settanta la rivista aut aut che ha dedicato al tema del gioco un costante interesse e alcuni fascicoli speciali. Dal 2014 Rovatti ha dato vita alla Scuola di filosofia di Trieste, in cui si è concentrata l’attività ormai decennale del Laboratorio di filosofia contemporanea da lui fondato a Trieste.
Dalla pubblicazione insieme a Gianni Vattimo de Il pensiero debole (Feltrinelli, 1983, più volte ristampato e tradotto in varie lingue), Rovatti ha accentuato l’importanza filosofica e politica della questione del gioco collegandola con i temi del paradosso, della scrittura e dell’ironia, incrociandola anche con interessi di tipo psicoanalitico e psichiatrico. Tra i suoi libri: L’elogio del silenzio (1992), Il paiolo bucato (1998), Abitare la distanza (2007), per Cortina; Restituire la soggettività. Lezioni su Franco Basaglia (AlphaBeta, 2013).

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