Aime

Marco Aime

Marco Aime insegna Antropologia culturale all’Università di Genova. Ha condotto ricerche sulle Alpi e in Africa Occidentale. Oltre ad articoli scientifici, ha pubblicato favole per ragazzi, saggi e testi di narrativa, tra cui: Le radici nella sabbia (EDT, 1999); Il primo libro di antropologia (2008), L’altro e l’altrove (con D. Papotti, 2012), La fatica di diventare grandi (con G. Pietropolli Charmet, 2014); Contro il razzismo (con G. Barbujani, C. Bartoli, F. Faloppa, 2016) per Einaudi; Il lato selvatico del tempo (Ponte alle Grazie, 2008); Verdi tribù del Nord (Laterza, 2012); Gli specchi di Gulliver (2006), Timbuctu (2008), Il diverso come icona del male (con E. Severino, 2009), Gli uccelli della solitudine (2010), Cultura (2013) per Bollati Boringhieri; La macchia della razza (2012), Etnografia del quotidiano (2014) per elèuthera; Tra i castagni dell'Appennino (con F. Guccini, 2014), Senza sponda (2015) per Utet, Dialoghi sull’uomo.

 

Marco Aime

Dalla tribù a Internet. L’antropologia oggi

venerdì 28 maggio 2010, ore 19.00
piazza dello Spirito Santo
 euro 3.00

Cosa significa fare antropologia oggi? Non solo andare a frugare in quegli angoli di mondo che Claude Lévi-Strauss chiamava “pattumiere della storia”, ma anche interrogarsi sui flussi e sui movimenti culturali, che percorrono l’intero pianeta, attraversando anche la nostra società. L’antropologia, pur utilizzando la sua tradizionale cassetta degli attrezzi, affronta con sguardi nuovi tematiche attuali in cui i noi e gli altri sono sempre meno definiti e distinti, tentando di fornire nuove chiavi di lettura, sempre più dinamiche, delle società contemporanee, grazie alle quali temi come identità, appartenenza, tradizione, assumono un aspetto più fluido e legato alla storia.

Marco Aime insegna Antropologia culturale all’Università di Genova. Ha condotto ricerche sulle Alpi e in Africa Occidentale. Oltre ad articoli scientifici, ha pubblicato favole per ragazzi, saggi e testi di narrativa, tra cui: Le radici nella sabbia (EDT, 1999); Il primo libro di antropologia (2008), L’altro e l’altrove (con D. Papotti, 2012), La fatica di diventare grandi (con G. Pietropolli Charmet, 2014); Contro il razzismo (con G. Barbujani, C. Bartoli, F. Faloppa, 2016) per Einaudi; Il lato selvatico del tempo (Ponte alle Grazie, 2008); Verdi tribù del Nord (Laterza, 2012); Gli specchi di Gulliver (2006), Timbuctu (2008), Il diverso come icona del male (con E. Severino, 2009), Gli uccelli della solitudine (2010), Cultura (2013) per Bollati Boringhieri; La macchia della razza (2012), Etnografia del quotidiano (2014) per elèuthera; Tra i castagni dell'Appennino (con F. Guccini, 2014), Senza sponda (2015) per Utet, Dialoghi sull’uomo.

 

Programma
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Marco Aime

Il corpo “innaturale”

venerdì 27 maggio 2011, ore 19.00
piazza dello Spirito Santo
 euro 3.00

Non esiste società umana che non intervenga sul corpo lasciandolo così come ci viene fornito dalla natura. Tutti in qualche modo intervengono per disegnare, colorare, intagliare, modellare, coprire parti del corpo, quasi come se di questo non si fosse mai abbastanza soddisfatti. Si fa di tutto per allontanare il proprio corpo dal suo stato naturale, per renderlo sempre più “umano”, culturale e, nel farlo, ogni società esprime i suoi canoni estetici e le sue aspirazioni. Dal taglio di capelli al tatuaggio, dalle scarificazioni alla chirurgia plastica, dalle pitture corporali alla cosmesi, la fantasia e la creatività umana ci regalano molteplici possibilità di operare sul corpo. Queste pratiche sono diventate quindi campo d’indagine dell’antropologia culturale, perché rappresentano una forma di scrittura che gli uomini vogliono imprimere, a tinte più o meno forti, con segni più o meno profondi, su quel foglio bianco che è il corpo.

Marco Aime insegna Antropologia culturale all’Università di Genova. Ha condotto ricerche sulle Alpi e in Africa Occidentale. Oltre ad articoli scientifici, ha pubblicato favole per ragazzi, saggi e testi di narrativa, tra cui: Le radici nella sabbia (EDT, 1999); Il primo libro di antropologia (2008), L’altro e l’altrove (con D. Papotti, 2012), La fatica di diventare grandi (con G. Pietropolli Charmet, 2014); Contro il razzismo (con G. Barbujani, C. Bartoli, F. Faloppa, 2016) per Einaudi; Il lato selvatico del tempo (Ponte alle Grazie, 2008); Verdi tribù del Nord (Laterza, 2012); Gli specchi di Gulliver (2006), Timbuctu (2008), Il diverso come icona del male (con E. Severino, 2009), Gli uccelli della solitudine (2010), Cultura (2013) per Bollati Boringhieri; La macchia della razza (2012), Etnografia del quotidiano (2014) per elèuthera; Tra i castagni dell'Appennino (con F. Guccini, 2014), Senza sponda (2015) per Utet, Dialoghi sull’uomo.

 

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Marco Aime

Donare per convivere

venerdì 25 maggio 2012, ore 19.00
piazza dello Spirito Santo
 euro 3.00

Dal Saggio sul dono di Marcel Mauss del 1921 alle pratiche in rete come il free software, il dono è una costante che pervade le nostre esistenze, a volte senza che ce ne accorgiamo. Il dono, questo gesto semplice e così comune, rappresenta il vero motore che sta alla base di ogni comunità e società. Cosa distingue il dono dalle altre forme di scambio? La libertà: libertà di restituire, libertà di farlo quando si vuole e nelle modalità volute. Gran parte dei rapporti umani si fondano sull’atto del donare, sul ricevere e sul contraccambiare, tre fasi che innescano un meccanismo basato su una perenne alternanza di squilibrio ed equilibrio, che creano uno spazio temporale di attesa, grazie al quale e nel quale le relazioni tra individui si mantengono vive.

Marco Aime insegna Antropologia culturale all’Università di Genova. Ha condotto ricerche sulle Alpi e in Africa Occidentale. Oltre ad articoli scientifici, ha pubblicato favole per ragazzi, saggi e testi di narrativa, tra cui: Le radici nella sabbia (EDT, 1999); Il primo libro di antropologia (2008), L’altro e l’altrove (con D. Papotti, 2012), La fatica di diventare grandi (con G. Pietropolli Charmet, 2014); Contro il razzismo (con G. Barbujani, C. Bartoli, F. Faloppa, 2016) per Einaudi; Il lato selvatico del tempo (Ponte alle Grazie, 2008); Verdi tribù del Nord (Laterza, 2012); Gli specchi di Gulliver (2006), Timbuctu (2008), Il diverso come icona del male (con E. Severino, 2009), Gli uccelli della solitudine (2010), Cultura (2013) per Bollati Boringhieri; La macchia della razza (2012), Etnografia del quotidiano (2014) per elèuthera; Tra i castagni dell'Appennino (con F. Guccini, 2014), Senza sponda (2015) per Utet, Dialoghi sull’uomo.

 

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