Giochi incrociati

Stefano Bartezzaghi eDavide Tortorella

Giochi incrociati

domenica 29 maggio 2016, ore 16.30
Piazza della Sapienza
 euro 3.00

«Dove gioca un bambino, là è sepolto un segreto», ha detto Walter Benjamin. Là dove Stefano Bartezzaghi sfida Davide Tortorella bisogna scrivere il nome di un gioco. Si tratta di uno schema di parole crociate da riempire: un cruciverba che parla di giochi. I giochi hanno nomi che si tramandano di bambino in bambino, secondo logiche che appaiono misteriose. Il cruciverba è una scacchiera per il linguaggio, su cui a muoversi non sono i pezzi, cioè le lettere, ma il loro senso. Le caselle bianche reclamano di essere riempite; le caselle nere ci ripetono che un bel gioco dura poco, e ci dicono quanto. Il gioco di Bartezzaghi e Tortorella fa incrociare gli elementi più disparati, casuali e frivoli della nostra cultura. Non tanto sul serio, vuole dirci almeno due cose: che non c'è nulla che valga se non è connesso a qualcos’altro e che, alla fine, quello che importa è sapere a che gioco stiamo giocando. Il cruciverba dei Dialoghi da fare tutti assieme! 

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Stefano Bartezzaghi (Milano, 1962) è docente di Semiotica e di Teorie della Creatività e direttore del master di giornalismo alla Iulm di Milano; collabora con la Repubblica e dirige Il senso del ridicolo, festival di Livorno sull’umorismo. Ha pubblicato diverse raccolte di giochi linguistici, enigmistici e letterari, e ha scritto la prima storia del cruciverba: L’orizzonte verticale (Einaudi, 2007, 2013). Ha curato e commentato la nuova edizione degli Esercizi di stile di Raymond Queneau, nella classica traduzione di Umberto Eco (Einaudi, 2001, 2008). Fra i suoi altri libri: L’Elmo di Don Chisciotte. Contro la mitologia della creatività (Laterza, 2009); Scrittori giocatori (2010), M. Una metronovela (2015) per Einaudi; Il falò delle novità. La creatività al tempo dei cellulari intelligenti (Utet, 2013); La ludoteca di Babele (Utet, Dialoghi sull’uomo, maggio 2016).

Davide Tortorella nasce a Milano nel 1961. Impara l’arte dei giochi televisivi dal padre Cino (ideatore e autore di tutte le trasmissioni del sabato pomeriggio, da Chissà chi lo sa? a Il Dirodorlando, per la leggendaria TV dei ragazzi), col quale comincia a collaborare fin dall’età di dieci anni. In quarant’anni di attività dietro le quinte del piccolo schermo si è dedicato quasi esclusivamente ai giochi: M’ama non m’ama, Doppio Slalom, La grande sfida, Vinca il migliore, La ruota della fortuna, Genius, Parole Crociate (unico programma televisivo mai patrocinato da La Settimana Enigmistica), The Money Drop e altri ancora. Ha ideato rompicapi, quiz e congegni ludici di ogni sorta per Mike Bongiorno, Paolo Bonolis, Gerry Scotti e molti altri. Spesso e inevitabilmente ha anche ricoperto la mansione di arbitro di gara (ovvero “notaio”), nonché quella di selezionatore di decine di migliaia di aspiranti concorrenti.

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